Rivestiti Imola: anteprima locale di un progetto regionale

Molte persone che passano in bottega hanno apprezzato il corner di abbigliamento che abbiamo inserito: magliette, abiti, borse, stole e sandali sono articoli che cercate spesso in bottega. Ma cosa c’è dietro a questi progetti di abbigliamento?

Sabato 17 settembre alle ore 18 faremo una sfilata per raccontare cosa succede nelle filiere dietro i prodotti che vi piacciono di più: non solo abiti, ma opportunità di riscatto sociale, di emancipazione femminile e di promozione dell’economia circolare. La sfilata è a cura di di Benedetta Ricci e ci accompagnano in questo percorso Emisurela con musiche folk. Durante l’evento offriremo ai partecipanti un aperitivo con prodotti del Commercio equo e solidale.

L’evento Rivestiti Imola è un progetto nato all’interno di Terra Equa, il progetto nato grazie alla legge regionale 26/2009, con lo scopo di promuovere il commercio equo e solidale nella Regione Emilia Romagna. Considera l’edizione imolese come un’anteprima di quello che faremo a Bologna l’1 e il 2 ottobre.

Terra Equa nel piatto – Rivestiti Imola

Finalmente giovedì 22 luglio 2021 al ristorante Le Bistrot dalle ore 20 tona la cena a base di prodotti del commercio equo e solidale, biologici e a km zero.

Questa iniziativa si inserisce nel progetto “Terra Equa “, un collettivo emiliano romagnolo di organizzazioni legate al commercio equo e solidale. L’iniziativa principale del collettivo si chiama “Rivestiti“: un festival organizzato all’interno di Bologna per raccontare la filiera dell’abbigliamento etico . Oltre all’iniziativa principale, i 12 membri del collettivo organizzano ciascuno un edizione locale, per generare un ulteriore cassa di risonanza alla questione dei diritti dei lavoratori, dello sfruttamento delle risorse e della parità di diritti.

Che cosa significa lo slogan “Rivestiti Imola”

Lo slogan “Rivestiti” ci richiama alla necessità che una sostenibilità ambientale dovrà necessariamente passare da un cambio d’abito. Vestirsi è una necessità, ma è anche cultura, arte, comunicazione, alimentazione e piacere nel nutrirsi. Solo favorendo l’incontro tra consumatori consapevoli e produttori dell’economia solidale possiamo unire qualità e giustizia sociale e indossare abiti o preparare piatti che tra le materie prime hanno il rispetto di lavoratori e lavoratrici.

L’occasione è ghiotta, è proprio il caso di dirlo, per recuperare la convivialità a cui abbiamo dovuto rinunciare nell’ultimo anno e per fare rete tra individui che vogliono sostenere una nuova economia.

Come è organizzata l’iniziativa?

Ad occuparsi della cena è lo staf del ristorante le Bistrot, con cui collaboriamo da anni; la location è a Dozza, in via Valsellustra 18. Ovviamente è gradita la prenotazione che potete fare

  • direttamente al ristonrante Bistrot – tel 0542 672122 (chiuso il martedì)
  • alla sede della nostra associazione – tel 0542 27129 (aperto tutte le mattine dalle 8,30 alle 12,30)

(Trattandosi di una iniziativa pubblica, vi chiediamo di rispettare le regole per il contenimento del virus e di ricordare la mascherina)

MENU’

  • Bruschette di pane integrale bio (Az.Agricola bio Zecchinelli) con olive verdi e nere, carciofini, caponata, patè di carciofini e di olive (Libera Terra)
  • Mezze lune di farina integrale bio (azienda bio Zecchinelli) ripiene di melanzane, za’atar (Palestina) e provola servite su crema di pomodoro ciliegino (Solidale Italiano), con granella di mandorle tostate (Solidale Italiano)
  • Sovracoscie di pollo al masala (India) servite su cous cous bio integrale (Palestina) con verdure saltate (possibilità di polpettine di ceci bio (Libera Terra) per i vegetariani da segnalare al momento della prenotazione)
  • Vasetti di panna cotta con ananas (Tailandia) e mango (Kenya) aromatizzato con vaniglia (Sry Lanka)
  • Al tavolo troverete nel rispetto delle normative anticovid un sacchettino con focaccia di farina integrale bio (Azienda bio Zecchinelli) allo za’atar (Palestina), cèckers canapa, curcuma e olio di oliva EVO (Solidale Italiano).

Costo della cena € 30,00 a persona bevande incluse (che potrete scegliere fra quelle del commercio equo: birra agricola Ticinensis, acqua e caffè equo e solidale)

Durante la serata mercatino di prodotti del commercio equo e soldiale (bigiotteria, abiti e accessori della Tailandia, Indonesia e Madagascar)

Fashion Revolution Week

Anche per l’edizione 2021 di Fashion Revolution Weeek il mondo del Commercio Equo e Solidale italiano si unisce per ricordare che vengono prima i diritti delle persone e il benessere del pianeta e per sostenere che il cambiamento verso una moda più etica non solo è possibile, ma esiste già.

Equo Garantito, Altromercato, altraQualità, Equomercato, Meridiano361 e Quid hanno infatti deciso di rinnovare insieme la partnership a sostegno dell’ottava edizione di Fashion Revolution che quest’anno si tiene dal 19 al 25 aprile.

Come partecipare alla Fashon Revolution Week?

Condividiamo alcune regole per contribuire ogni giorno per contrastare il consumo di risorse e lo sfruttamento dei lavoratori.

  • Mi prendo cura e aggiusto ciò che già possiedo, consumando in modo consapevole e responsabile.
  • Scelgo capi di seconda mano e incentivo lo scambio di abbigliamento usato.
  • Acquisto capi di abbigliamento durevoli, da filiera etica, controllando la provenienza e informandomi sulla filiera di produzione.

Per testimoniare l’impegno dell’associazione San Cassiano ecco una sfilata di volontarie che indossando alcuni abiti acquistati dal filiera etica.

Dove posso acquistare abbigliamento etico e sostenibile ?

Nel territorio di Imola è nota la nostra collaborazione con Etico, il progetto di abbigliamento di Officina Immaginata. Allargando lo sguardo, invece troviamo che nel sito italiano del progetto Fashion Revolution è stata preparata una mappa che raccoglie alcuni punti vendita valutati attendibili

La Revolution Map con gli indirizzi green in Italia offre uno strumento pratico ai consumatori che desiderano fare acquisti più responsabili. La mappa è e sarà un progetto in divenire che, con l’aiuto di tutti voi, si arricchirà negli anni di nuove realtà, offrendo informazioni utili per rendere l’atto d’acquisto un passo importante verso la creazione di un’industria della moda più trasparente e responsabile.
Noi consumatori siamo la forza che può portare al cambiamento.

Fashion Revolution

Per rientrare nella mappa sono state istituite 8 categorie

  1. Vintage: realtà che offrono capi di abbigliamento e accessori di seconda mano.
  2. Upcycling: realtà impegnate nel recupero creavo di materiali di scarto pre- e post-consumer per creare nuovi oggetti di design in dinamiche di economia circolare.
  3. Su misura/sartoriale:
  4. Equo solidale: indovina un po’, ci siamo anche noi!
  5. Cruelty free: realtà che propongo capi di abbigliamento e accessori che non provengono da origini animali e/o che tutelano il welfare animale durante la fase di produzione.
  6. Eco shops: negozi multimarca che basano la scelta dei brand.
  7. Materiali responsabili: realtà che utilizzano per la produzione dei propri capi e accessori materie prime da origini sostenibili (es. biologico, riciclato).
  8. Produzione sostenibile: realtà che producono i propri capi di abbigliamento e accessori secondo standard produttivi a minor impatto ambientale e/o sociale

Siamo entusiasti di prendere parte al cambiamento

Pasqua 2021

La nostra bottega continua a seguire il solito orario di apertura . Possiamo continuare a vendere tutti gli articoli alimentari e di cosmesi.

Per agevolare chi invece non si sente sicuro ad uscire, abbiamo raccolto in questa pagina i principali prodotti pasquali che trovi in bottega. Abbiamo rinnovato la convenzione con COBIM per cui facciamo consegne a domicilio all’interno di Imola.
Se abiti fuori Imola e vuoi la consegna, chiama in magazzino e vedremo di fare il possibile. 

Il prezzo della consegna è di 5€, ma per una spesa superiore a 60€ è gratuita. Per l’ordine  fare scegli il metodo che ti è più comodo:

  • Puoi compilare questo modulo e attendere una conferma
  • Puoi scrivere una email all’indirizzo info@giustoscambioimola.it
  • Puoi  telefonare lunedì, martedì, mercoledì e venerdì mattina dalle 8.30 alle 12.30 oppure al cellulare 3703355296

Una campagna per la Palestina

Con il lock down abbiamo capito di essere tutti nella stessa tempesta, ma non sulla stessa barca. Le disuguaglianze sociali hanno allargato il divario tra chi ha case spaziose e chi no, tra chi ha dispositivi nuovissimo per collegarsi a Internet e chi no, tra chi ha capacità e chi no. La stessa cosa vale, su scala molto più estesa, in Medio Oriente.

In parte ne avevamo già parlato con Serena Baldini di Peace Steps lo scorso luglio in una video intervista. Nel frattempo le cose sono cambiate, si è arrivati al vaccino ma la sua gestione he una logistica molto complessa.

Da un lato c’è Israele, che ha comprato dosi di vaccino pagandole 3 volte il prezzo di mercato e verosimilmente entro gennaio vaccinerà il 25% della popolazione. Dall’altro c’è la Palestina, un paese povero, frammentato e che subisce l’occupazione israeliana in alcuni territori.

Proprio su questi 14 organizzazioni internazionali hanno richiesto che Israele garantisse vaccinazioni non sono per i coloni, ma anche per i palestinesi.

Ma noi da Imola cosa possiamo fare?

Nessuno è troppo piccolo per fare la propria parte. Per prima cosa informarsi e tenere alta l’attenzione su questo argomento che è passato in secondo piano, travolto da altre notizie.

Intanto abbiamo raccolto alcuni articoli usciti in questi giorni che aiutano ad inquadrare la situazione.

  • Altraeconomia ha indagato la Palestina raccogliendo il punto di vista di una giovane fotografa
  • L’ansa ci ricorda quanto sia grave la diffusione del virus in questi territori
  • Il Post fa il punto sulla grandissima campagna di vaccinazione di Israele

L’aiuto più concreto che si può fare è sostenere l’economia palestinese grazie al cooperazione internazionale. Altromercato da anni ha avviato collaborazioni non sempre facili in questi territori e ha puntato sui prodotti tipici di questo territorio:

  • cous cous
  • datteri
  • mandorle.

Il settore agricolo (intorno al 20% dell’economia palestinese) è di importanza fondamentale perché occupa parte della forza lavoro formale e informale, gli espulsi da Israele possono tornare a lavorare la loro terra, garantisce la sicurezza alimentare ed è associato all’accesso alle risorse di base

Il progetto per l’esportazione

Se già in tempi normali la logistica era molto complessa, adesso ovviamente lo è ancora di più. Per rendere la missione economicamente sostenibile Altromercato ha avviato una campagna nazionale con cui dobbiamo arrivare a dei minimi d’ordine:

  • 1500 kg di mandorle
  • 3000 kg di cous cous! (minimo di produzione)

Riguardo i datteri Bio, non ci sono minimi d’ordine, ma ovviamente se non ci sono questi minimi d’ordine non sarà possibile fare partire l’intera operazione.

La consegna della merce è prevista intorno a fine marzo, per cui se vuoi aderire non ti resta che compilare questo modulo o chiamare in bottega.